Erkki Huhtamo

Elementi di schermologia

Verso un'archeologia dello schermo

Nel momento in cui schermi di tutte le dimensioni da quelli grandi come un orologio, ai grandi video-wall di Times Square a New York o di Shibuya a Tokyo, ci accompagnano in tutta la nostra giornata, a casa, a passeggio, in macchina e in treno, definendo anche una nuova demarcazione tra pubblico e privato, non ci si può non interrogare sul loro significato culturale. Per fare questo secondo Huthamo è necessaria un’indagine di archeologia dei media. Infatti laddove il marketing insiste sempre sul carattere innovativo e futuristico di tali apparecchiature, l’archeologia dello schermo svela che in realtà molti dei essi non sono poi così nuovi nella loro concezione, ma al contrario ereditano impostazioni o riproducono soluzioni già avanzate in passato. Questo significa anche che queste presunte novità vanno lette nell’ambito di una vera e propria tradizione sociale e tecnologica che va interrogata e compresa.

Erkki Huhtamo specializzatosi in storia culturale a Turku (Finlandia), è stato uno dei pionieri della media archaeology. Attualmente è professore di Media Arts nel Dipartimento di Design alla University of California, Los Angeles (UCLA). Ha curato insieme a J. Parikka l’antologia Media Archaeology: Approaches, Applications, and Implications (UCLA Press, 2011), e ha pubblicato recentemente Illusions in Motion: Media Archaeology of the Moving Panorama and Related Spectacles (MIT Press, 2013).

Roberto Terrosi attualmente insegna alla Tokyo University of Foreign Studies (TUFS). Ha scritto vari libri tra cui La filosofia del postumano (Genova, 1997) e La Genealogia: Nietzsche, Foucault e altri genealogisti (Roma, 2012).