La vera via.

Per una lettura degli Aforismi di Kafka

di Raffaele Di Stasio

La-vera-via è la prima parola del primo aforisma, non ricorre in nessun altro aforisma se non nella sua espressione concettualmente antitetica, la-via; per il suo valore di hapax e per la sua posizione incipitaria, la-vera-via è l’espressione verbale che più di ogni altra si fa carico della referenza extratestuale, cioè di quella teologia negativa il cui nichilismo mistico fa degli Aforismi un testo unico nell’opera Kafka.

 

Raffaele Di Stasio (Napoli, 1971). Nel 2001 con Ecce homo ha ricevuto il “Premio Teramo” per un racconto inedito, riservato a uno scrittore giovane. Ha pubblicato il saggio Imago mortis, sentieri d’amore nella poesia latina (2007). Suoi scritti sono apparsi sulla rivista di filosofia critica “Kainos”, sulla rivista di cultura poetica “Poesia”, sulla rivista di narrativa “Watt”, sul sito di “Nazione Indiana”. Nel 2012-2013 ha partecipato ad attività seminariali dell’Istituto Italiano per gli Studi Filosofici. È redattore della rivista di filosofia critica “Kaiak”.

Il filosofo e il suo schermo

Video-interviste confessioni monologhi

a cura di Igor Pelgreffi

Il rapporto tra l’intellettuale e i media, nelle differenti forme in cui esso si articola in epoca contemporanea, è una questione di grande attualità. Il volume si propone di approfondire questo rapporto da un punto di vista filosofico e critico, seguendo diverse linee prospettiche. In particolare: il senso e il valore che assumono l’apparire sugli schermi (sia quelli tradizionali che quelli interconnessi al web) e la “presentazione” mediale del proprio corpo; il funzionamento teorico-pratico del dispositivo delle interviste e delle video-interviste; i margini di validità del discorso del filosofo quando esso si dà su supporti non tradizionali.

Con i contributi di Sara Baranzoni, Michela Becchis, Eleonora de Conciliis, Vincenzo Cuomo, Ubaldo Fadini, Daniele Goldoni, Stefano Marino, Igor Pelgreffi, Andrea Sartini, Fabrizio Scrivano, Marco Tronconi, Paolo Vignola. E con un’intervista sull’intervista a Valerio Magrelli.

 

Igor Pelgreffi è professore a contratto in Etica e filosofia della persona (Università di Verona) e docente di ruolo nella scuola secondaria superiore a Bologna, dove vive. È redattore di Kaiak. A Philosophical Journey e di Officine filosofiche, e collaboratore di Doppiozero e Lo sguardo. La sua ricerca, partendo da un interesse per Nietzsche e per la filosofia contemporanea (ha curato l’edizione italiana di opere di Derrida, Nancy e Žižek) si concentra sui temi della corporeità e delle relazioni tra filosofia, scrittura e corpo (saggi su Camus, Derrida, Gadda, Morselli, Nancy, Nietzsche, Sennett, Žižek). Di qui, all’interno di un’analisi critica delle diverse forme espressive del “filosofico” in epoca contemporanea, si è occupato di autobiografia e della natura del rapporto tra il filosofo e i dispositivi mediali. Attualmente sta svilup-pando una ricerca sul tema dell’automatismo. Tra i suoi ultimi libri La scrittura dell’autos. Derrida e l’autobiografia (2015), Scrittura e filosofia. Jacques Derrida interprete di Nietzsche (2014) e la curatela di AA. VV., Il pensiero e il suo schermo. Morfologie filosofiche fra cinema e nuovi media (2013).

 

 

Il pasticciaccio: Gadda e la filosofia

Riflessioni, ipotesi, sperimentazioni

a cura di Lucia Lo Marco

ISBN 9788891166937  € 11,05

Il volume racchiude gli Atti del Convegno di Studi che si è tenuto il 28 Novembre 2013 all'Univeristà di Bologna. A quarant'anni dalla morte dello scrittore e a vent'anni dalla pubblicazione dell'ultimo volume delle Opere complete (Garzanti 1993), torniamo a riflettere sulla figura di Gadda, sull'eterogeneità della sua formazione e l'ecletticità dei suoi scritti.

In particolare, i sei interventi qui raccolti mirano a considerare le interazioni fra Gadda e la filosofia,  quest'ultima intesa sia come bagaglio di conoscenze che ha influenzato i testi e lo stile dell'Ingegnere, sia come esercizio di un sapere polimorfo e complesso che egli ha saputo perseguire   nei suoi lavori, letterari e non.

Un tale approccio porta, da un lato, a rivalutare un testo come la Meditazione milanese, troppo spesso tacciata di «dilettantismo filosofico» (Roscioni) o piegata ad una sorta di manifesto poetico dell'opera narrativa, dall'altro lato a riflettere sulle possibilità e sul ruolo interdisciplinare della filosofia ai nostri giorni.

Saggi di Alberto Godioli, Marcos Rico Dominguez, Gianmaria Merenda, Lucia Lo Marco, Igor Pelgreffi e Manlio Iofrida.

 

Lucia Lo Marco (Bologna 1981) insegna Filosofia presso l'IESA (Institut Supérieur des Arts) di Lione. Nel 2013 ha conseguito il titolo di Dottore di Ricerca in Filosofia presso le Università di Bologna e Lyon 3, discutendo la tesi «"Narrazione filosofica" e "afilosofia". I problemi della filosofia, dell'espressione e del senso in Gadda e Merleau-Ponty» (consultabile in linea all'indirizzo  <https://scd-resnum.univ-lyon3.fr/out/theses/2013_out_lo_marco_l.pdf>). Dal 2009 al 2012 è stata membro del Centro Studi «Seminario Teoria della Narrazione» (Bologna) diretto da Barnaba Maj, con il quale ha pubblicato il saggio «Morte sensi e ragione nel Gattopardo» (Clueb 2010) e lavorato sui rapporti fra filosofia, cinema, narrazione storiografica e narrazione letteraria. Nel 2012 ha tradotto il saggio di Stanislas Boros, Le categorie della temporalità in Sant'Agostino, («Discipline Filosofiche», XXII). Nel 2013 ha organizzato il convegno di studi «Gadda e la filosofia» presso l'Università di Bologna. Dal 2013 scrive per il teatro e lavora con la Compagnie Ampoule Théâtre di Lione, con cui ha già presentato spettacoli tra Lione e Losanna.